Il nostro cervello presenta similitudini con il pc nonostante non possegga una tastiera (i comandi sono a input mentali e vocali). Sostanzialmente, il cervello è dotato di un elaboratore (emisfero sinistro) e una memoria (emisfero destro).
Proviamo, adesso, a digitare la parola "cane" che possiamo pronunciare mentalmente o a voce, ovviamente, se avessimo una tastiera premeremmo sul tasto 'cane'.
Casa accade? Improvvisamente nella nostra mente, o in quella della persona cui abbiamo rivolto la parola, arriva l'immagine di un cane. La parola pronunciata o pensata 'cane' ha prodotto un risultato; affascinante vero?.
Ma se pronunciassimo la stessa parola con un tono di voce e un volume diverso? Probabilmente l'immagine o l'esperienza vissuta, collegata al cane, sarebbe differente, quindi, regolando tono, volume, cadenza, ritmo ecc. circa la parola 'cane' si ha accesso a un differente stato mnemonico o ricordato.
Per tornare al concetto di testiera, sembrerebbe proprio che il nostro personal computer, il cervello, possegga un numero spropositato di pulsanti.
Facciamo una prova utilizzando il feedback [trovate un soggetto sperimentale ( un parente, un conoscente, amico ecc.)], e pronunciamo la parola in questione: "cane".
Se il soggetto sposta gli occhi in alto a sinistra, ha ricordato l'immagine di un cane, in sostanza ha utilizzato o prelevato dalla memoria (emisfero destro) un ricordo dell'animale; se li sposta in alto a destra, ha costruito l'immagine del migliore amico dell'uomo; se sposta gli occhi a livello e a sinistra, ha ricordato l'abbaiare di uno specifico cane; se li sposta a livello e a destra, ha costruito il latrare dell'animale. Gli occhi in basso a destra indicano la sensazione collegata al cane. Gli occhi in basso a sinistra, il dialogo interno concernente il fido amico. Attenzione, all'interlocutore potrebbero dilatarsi le pupille, sguardo vacuo. La dilatazione pupillare è caratteristica di un'immagine di grandi dimensioni non contenibile in un solo emisfero, ma in entrambe (destro e sinistro).
N.B. i soggetti fobici, al sol pensar del cane, manifestano una intensa reazione somato/viscerale: trattasi di un input in grado di attivare istantaneamente un pezzo di memoria (rivivere al presente qualcosa accaduto in passato) archiviato nell'emisfero destro del cervello.
Non solo le fobie provocano reazioni alterate, anche certi pensieri ricorrenti; questi ultimi, particolarmente, sono attivati in modo casuale; basta visualizzare un semplice oggetto, ascoltare una parola, sentire un particolare tono o volume di voce che la persona rimane invischiata, per un certo tempo, nel dolore e sconcerto, si tratta di un accesso facilitato alla memoria che si risolve rapidamente mediante un semplice esercizio di visualizzazione che trasforma l'accesso facilitato in accesso complesso.
Ad un signore, che soffriva di psicosi grave (tra l'altro credeva di essere Gesù) gli complicai l'accesso al pensiero e la malattia scomparve per qualche tempo, successivamente scovò un nuovo percorso circa ilpensiero patologico e la malattia si manifestò ancora, allora gli complicai l'accesso in modo tale che sarebbe stato più facile vincere al superenalotto che accedere al pensiero patologico. Attualmente, il signore non prende farmaci e non viene ricoverato in psichiatria.
Sonno naturale e sonno ipnotico
Il sonno ipnotico non differisce molto dal sonno naturale tranne per il fatto che in questo ultimo stato si russa. Ma andiamo oltre.
Il sonno naturale presenta una o più fasi oniriche, il sognare. I sogni sono prodotti elaborati dall'emisfero sinistro del nostro cervello, nel senso che viviamo al presente qualcosa che non abbiamo mai vissuto prima. L'accesso alla memoria, cioè all'emisfero destro, è ridotto all'essenziale.
Nello stato di sogno, quindi, utilizziamo essenzialmente l'emisfero sinistro; nello stato di veglia, usiamo sia il destro che il sinistro; nello stato ipnotico, principalmente il destro.
Sigmund Freud credeva che i sogni rappresentassero l'appagamento di un desiderio inconscio, questo ultimo, l'inconscio, è ritenuto oggi localizzato nell'emisfero destro del nostro cervello (vedi Milton H. Erickson).
Personalmente, dallo studio che ho condotto su i sogni, non ho trovato alcun materiale che potesse far pensare al sogno come risultato di appagamento di un desiderio. Tuttavia, ho notato che alcuni sogni cercano di perseguire una meta. Giusto per fare un esempio, l'obiettivo di un sogno potrebbe essere quello di recapitare un pacco a qualcuno, quindi, il frammento onirico si ambienta su vicissitudini circa la difficoltà di perseguire l'obiettivo, ma non tutti i sogni sono indirizzati verso una peculiare meta.
In sintesi, i sogni, elaborati nell'emisfero sinistro del nostro cervello, non perseguono un desiderio inconscio, ma il raggiungimento di una meta, la memoria.
Lo stato ipnotico rappresenta lo stato in cui è possibile accedere e rendere attiva la memoria mediante istruzioni vocali. La maggior parte dei ricercatori pensa che si tratti di uno stato di libero accesso all'inconscio, quindi all'emisfero destro. Per semplicità, l'inconscio rappresenta l'insieme universo U; mentre il materiale mnemonico che arriva costantemente alla coscienza è indicato dall'insieme M, allora M sarà un sotto insieme di U, quindi, l'inconscio è il complementare di M.
A dire il vero, M. H. Erickson, ha affermato che la messa in trance ipnotica di un soggetto sperimentale è facilitata dalla distrazione dell'emisfero sinistro e utilizzazione di quello destro, quindi, non si è mai sbilanciato sulla vera localizzazione dell'inconscio.
Comunque, i soggetti in stato di trance riescono a ricordare e rivivere esperienze passate, quindi, non solo hanno pieno accesso alla memoria ma sono in grado di mettere in attività vari frammenti mnemonici. Tutto farebbe pensare al pieno accesso all'emisfero destro; se si chiede, però, al soggetto sperimentale qualcosa che non riguarda la memoria, ma l'elaboratore, cioè qualcosa mai visto, ascoltato o provato prima, ad esempio lo pseudo orientamento nel tempo, la persona dovrà per forza di causa accedere all'emisfero sinistro.
Quindi, mentre lo stato di sogno persegue una meta, la memoria; lo stato ipnotico persegue l'elaborazione...
Fonte:
http://www.nienteansia.it/news-utenti/v ... ?idart=159