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Apri un nuovo argomento Rispondi all’argomento  [ 3 messaggi ] 
Autore Messaggio
 Oggetto del messaggio: Relazione conclusiva circa l'origine delle patologie
MessaggioInviato: lun giu 22, 2009 2:54 pm 
Non connesso

Iscritto il: gio nov 01, 2007 5:18 pm
Messaggi: 162
Riteniamo che le malattie abbiano origine essenzialmente dall’attivazione di frammenti mnemonici che nel tempo diventano incompatibili con la memoria.
La struttura di riferimento, la somma di tutte le nostre esperienze, è archiviata nell’emisfero destro del nostro cervello in modo quiescente, tuttavia stimoli interni ed esterni sono in grado di attivarne alcuni pezzi e far rivivere al presente ciò che è accaduto in passato con conseguente modifica dello stato psicofisiologico.
I ricordi non durano molto nella nostra mente (da 1 a 20 sec) in quanto sono di solo lettura, ciò nonostante alcuni soggetti riescono a riviverli e a tenerli attivi per un tempo spropositato, crediamo, quindi, che tale attività causi nel tempo gravi patologie sia cliniche sia psicologiche.
I nostri interventi di ricerca sono mirati all’identificazione di frammenti mnemonici attivi e loro disattivazione. Nel 70% dei casi abbiamo assistito alla remissione della malattia, nel restante 30% non abbiamo ottenuto alcun risultato, infatti non è facile identificare un frammento in attività principalmente perché lavora al di sotto della soglia di consapevolezza.
Di quel 70%, solo una modesta percentuale ha accusato recidive, ma ne abbiamo compreso l'implicazione solo dopo aver praticato le metodiche su problemi di fumo e di peso. Infatti, una ragazza, che ha sperimentato le nostre tecniche, ha smeso di fumare il giorno successivo, ma dopo qualche tempo ha ripreso, a questo punto è apparso chiaro che non avevamo disattivato il frammento mnemonico, ma solo cambiato il percorso d’accesso circa la modalità d’invio. Gli input interni ed esterni erano riusciti a trovare un nuovo percorso e mettere in movimento l'area interessata.
Per quanto concerne il 30% dei casi in cui non siamo riusciti a identificare i frammenti attivi, abbiamo provveduto ad attivare manuale, per così dire, pezzi mnemonici antagonisti, in maniera di annullarli reciprocamente.
Abbiamo incontrato soggetti che riescono a cambiare percorso d’accesso alla memoria in modo spontaneo e risolvere i propri problemi. Un signore non faceva altro che mettere in attività un vecchio ricordo che causava sensazioni negative, lo teneva in mente per oltre 20 secondi, aggiungeva nuovi elementi, in modo renderlo più incompatibile possibile, eliminava le parti aggiunte e il ricordo originale acquistava una nuova posizione di difficile accesso.

Nello stato di veglia, le esperienze della vita quotidiana sono inviate in memoria in modo casuale; nello stato di sogno il cervello provvede a posizionarle in determinati scomparti mnemonici. Il sogno ha anche il compito di salvare le informazione apprese nella giornata antecedente al sonno, ovviamente esperienze o comportamenti ripetitivi non necessitano di essere salvati, quindi, non compaiono nei sogni.

Elia Tropeano


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 Oggetto del messaggio:
MessaggioInviato: lun giu 22, 2009 10:02 pm 
Non connesso

Iscritto il: mer mar 26, 2008 7:02 pm
Messaggi: 3
Gentilissimo dottor Elia Tropeano
sono affascinatissimo dalla sua neodisciplina "neuroprogrammazione digitale?" Le dico subito che soffro di emorroidi (forma lieve) e vorrei chiederle se può esserci un perchè ed una cura a questo disturbo attraverso la sua stupefacente cura.

Grazie.


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 Oggetto del messaggio: elia
MessaggioInviato: mar giu 23, 2009 3:01 pm 
Non connesso

Iscritto il: gio nov 01, 2007 5:18 pm
Messaggi: 162
Grazie per il commento,
non ho mai trattato un problema simile, anzi, una volta, stavo quasi per cimentarmi con qualche tecnica su di un docente che ne era affetto, quando un suo collega si avvicinò, tirò fuori una bottiglina omeopatica, gli fece ingerire qualche goccia e ci salutò. Roba da non credere, il giorno successivo scomparve il disturbo e non si ripresentò più. La cosa è successa diversi anni fa e non chiesi il nome della sostanza omeopatica.

In genere quando si lavora con il cervello si ottengono sempre dei miglioramenti, purtroppo le metodiche non sono eseguibili su se stessi perché per scoprire errori di programmazione occorre l'osservazione diretta.

Tuttavia, quando si utilizzano le metodiche su altre persone, immancabilmente scompaiono anche i propri problemi, figurati che avevo un neo enorme sul petto anche doloroso, avevo timore di farlo analizzare. Quattro giorni fa mi sono accorto che il neo non esisteva più, quindi è sparita anche la preoccupzione. Di cose così me ne sono capitate parecchie, figurati che gli esami del sangue mi sono risultati perfetti, non ci potevo crdere perché avevo avuto sempre alti colesterolo, trigliceridi ecc.. Corsi in ospedale per farli ripetere, credevo che avessero sbagliato paziente, ma gli esami risultarono più perfetti di prima ecc., ecc..

Possiamo provare a comunicare con il sintomo, via telefono, ma le percentuali di successo non sono alte.
Comunque, restiamo in contatto.

Volevo aggiungere qualche altra cosa che ho pubblicato nelle news di www.nienteansia.it

Elia Tropeano non è un terapeuta, ma un ricercatore che insegna alle persone interessate il funzionamento del cervello. Le lezioni, in genere, si tengono nei locali pubblici, ad esempio nella sala di un Bar, in una pizzeria, ristorante o in un qualsiasi ritrovo ove si possa parlare liberamente senza essere disturbati.
Nel primo incontro spiega ai presenti le funzionalità più comuni del cervello, nell’incontro successivo chiede se qualcuno, per caso, abbia riscontrato miglioramenti nel comportamento, se ad esempio, sia riuscito ad assolvere un compito che non avrebbe mai immaginato di poter eseguire, se abbia sviluppato delle capacità che non avrebbe mai pensato di possedere ecc.. Continua affermando che i miglioramenti e i cambiamenti non avvengono a livello cosciente, ma ad un altro livello di consapevolezza, quindi, per poterli definire, bisogna rifletterci un pochino sopra. Dopo un po’ d’esitazione ecco che uno studente afferma di aver dormito bene la notte in quanto non aveva riposato il pomeriggio, come era solito fare, qualche altro dice di essere riuscito a prendere un’importante decisione che rimandava da tempo, un allievo replica di non aver accusato più il mal di testa ecc..
Alla terza lezione egli passa dalla teoria alla pratica e fa eseguire esercizi mirati per migliorare il livello d’apprendimento e risolvere determinate problematiche cognitive comportamentali.
Capita, a volte, sempre negli stessi ritrovi pubblici, che egli tenga delle lezioni riservate a pochi discenti in quanto qualcuno fa sapere di essere affetto da una patologia cui non è riuscito a trovare miglioramenti. Elia spiega che la sua non è altro che il risultato di una determinata applicazione del cervello, dunque una capacità, cui non piace l’effetto. Insegna, allora, come si disattiva l’applicazione e come se ne utilizza una più utile. Spesso succede che il soggetto riceve dei benefici o miglioramenti e chiede di partecipare ad altre lezioni.
Ovviamente le lezioni sono gratuite, per quanto riguarda le consumazioni, in genere, si fa alla romana.

Un saluto da Elia


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