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L' inconscio
Immagina che la mente sia come un iceberg: la parte dell’iceberg visibile sulla superficie dell’acqua corrisponde alla parte più superficiale della psiche, quella cosciente. D’altro canto, proprio come la parte più grande e sommersa dell’iceberg, l’inconscio, anche se nascosto ai nostri sensi, è molto più profondo. Con la parte cosciente della mente prendiamo decisioni, pensiamo in maniera logica e razionale e agiamo di conseguenza.
L’inconscio è invece la sede dell’immaginazione (intesa anche come intuito, creatività, premonizione, funzioni oniriche e il sognare ad occhi aperti), delle memorie, delle emozioni, del sistema nervoso autonomo. L’inconscio controlla inoltre tutte le nostre abitudini automatiche. Potremmo paragonare l’inconscio anche ad un computer, con il quale salviamo tutti i documenti importanti. Allo stesso modo, il tuo inconscio ha salvato tutto quello che hai visto e udito, tutto ciò che hai imparato nel passato ed oggi è diventata una competenza inconscia (come ad esempio guidare l’auto), tutte le memorie delle tue esperienze passate e le emozioni che hai provato quando un determinato evento ebbe luogo per la prima volta.
In seguito, ogni volta che un evento simile a quello originale ha luogo, anche il tuo inconscio tende a farti reagire in maniera analoga a come hai sempre reagito.
Un esempio potrebbe essere quello di un adulto che da bambino fu morso da un cane e in seguito a quest’incidente, ebbe uno shock per la paura. È possibile che oggi, a livello cosciente, non si ricordi dell’accaduto: tuttavia il suo inconscio “lo farà” reagire automaticamente con timore ogni volta che vede un cane. È come se l’inconscio inserisse un pilota automatico che ti fa reagire emotivamente sempre nello stesso modo ogni volta che ti trovi di fronte a determinate persone o situazioni, indipendentemente da come tu vorresti reagire.
Fin qui tutto bene, se queste reazioni emotive automatiche fossero tutte positive.
Tuttavia, spesso le nostre reazioni non sono proprio come noi vorremmo che fossero: ci arrabbiamo quando invece vorremmo mantenere la calma o, viceversa, ingoiamo il rospo, magari con un sorriso falso, quando invece vorremmo esprimere apertamente ciò che ci ferisce.
Ci sentiamo obbligati a dire di sì, quando invece vorremmo dire di no con fermezza ad una pretesa irragionevole. Abbiamo paura di volare o di guidare l’auto, e pur essendo coscienti che si tratta di una paura irrazionale, in tali circostanze la logica si rivela del tutto inutile; quando quella sensazione di panico ci assale all’improvviso, sembra essere più forte di noi e ci paralizza, trovandoci sempre impreparati.
E più in generale, non riusciamo a fare a meno di scoraggiarci quando sorge l’ennesimo problema, anche se abbiamo incontrato e superato difficoltà chissà quante volte in passato. Fortunatamente, è sempre possibile disimparare tutte queste reazioni automatiche negative e sviluppare atteggiamenti e comportamenti più costruttivi e produttivi. Come? Accedendo al livello inconscio della nostra mente, possiamo riprogrammare il nostro computer.
Usando l’Ipnosi per il rilassamento psicofisico, sarai in grado, naturalmente con la guida ed il sostegno del tuo ipnoanalista, di fare luce su tutte quelle convinzioni ed atteggiamenti pessimisti che sono all’origine di un comportamento automatico ma “scomodo”.
Una volta riconosciuto ed accettato tutto quello che nel tuo passato ha contribuito alle tue reazioni di oggi, potrai, se lo vorrai, modificarle, poiché avrai la consapevolezza e l’energia psicofisica necessarie per poter compiere delle scelte indipendenti dai tuoi trascorsi. Un po’ come se, fino ad oggi, camminando nel cuore della notte lungo un viale senza illuminazione, ti fossi sempre spaventato alla vista di quello che sembrava un mostro dagli artigli minacciosi.
Poi, una notte, qualcuno dietro di te accende una torcia e ti rendi conto che “il mostro”, in realtà, non è altro che un albero rinsecchito: senti che la paura che ti serrava la bocca dello stomaco naturalmente lascia il posto ad un leggero senso di sollievo.
Quando fai luce su una convinzione inconscia passata che limita le tue scelte nel presente, anche il tuo atteggiamento si modifica e, di conseguenza, le tue emozioni si calmano. Come risultato, il sistema nervoso simpatico cessa di metterti costantemente sotto stress, permettendo così al tuo corpo di rilassarsi.
Tutto questo, naturalmente, non fa altro che sollevare il tuo morale. In altre parole, il tuo umore migliora. Come non è possibile essere fisicamente tesi e mentalmente rilassati, allo stesso modo non è possibile essere fisicamente rilassati ed emotivamente ansiosi. Psiche e corpo sono proprio come due faccie della stessa medaglia. Questo significa che quando il tuo umore migliora, anche il tuo corpo è più rilassato (e viceversa) e i tuoi pensieri sono più incoraggianti.
Inoltre, ti senti anche più motivato ad agire per realizzare tutto ciò che ti sta a cuore. Quando ci si trova in uno stato di estrema tensione psicofisica tendiamo a nutrire un dialogo interiore più pessimista che paralizza l’azione: “non ce la farò mai; non ne sono capace; non funziona; non ci riesco; sono spacciato; chi me lo fa fare?…” Al contrario, con uno stato d’animo più calmo e rilassato è possibile imparare a coltivare un atteggiamento più ottimista, pensando in maniera più possibilista: “se veramente volessi ce la potrei fare; posso imparare; è possibile; forse, questa volta, puo’ funzionare…”
Hai mai fatto caso che quando sei di buon umore hai molta più voglia di fare, ti senti più attivo, con più energia (proprio così, anche fisica), più fiducioso, più aperto e amichevole, più motivato e coraggioso, e le tue azioni sembrano essere più incisive e produrre risultati migliori? …
Conclusione
“L’obiettivo della psicoterapia non consiste nel portare l’individuo ad uno stato di felicità irrealistico, ma piuttosto nell’aiutarlo ad aquisire la forza di carattere e la pazienza filosofica necessarie per poter far fronte alla sofferenza. Dietro ogni nevrosi si nasconde la sofferenza ed il conflitto interiore che l’individuo non vuole, o non è in grado, di sopportare. Proprio per questo motivo egli cerca assistenza terapeutica.”
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