Ho avvertito spesso sulla necessità fisiologica e mentale di darsi uno stop all'abuso di internet e delle sue sterminate possibilità di utilizzo.
Oggi internet può servire per chattare, per autocelebrare il proprio Io attraverso il proprio blog, serve per lavoro, per acquisti, permette la visione di filmati, di scaricare filmati, di ascoltare musica, di ottenere notizie in tempo reale, e via discorrendo. Il fenomeno tecnologico (pc e internet per primi) rischia di travolgere l'uomo metropolitano, di schiavizzarlo, di anestetizzarlo completamente. Solo qualche giorno fa ho portato l'esempio di un mio sottoposto, proprio nel forum PNL e Internet, dove parlavo del disturbo ossessivo compulsivo che emule poteva scatenare nelle persone.
Oggi trovo questo articolo che fa una spietata ed efficace radiografia del tecnostressato:
L’identikit di una persona cosiddetta tecnostressata è molto facile da rinvenire: la passione e/o la presenza di tecnologia supera la qualità della vita portando l'individuo ad essere abbastanza incapace di rinunciare e/o convivere con le novità tecnologiche proposte sul mercato.
Ben l'80% degli italiani ne è vittima e, viste le cifre del mercato della telefonia cellulare in Italia, non c'è da di un simile primato. La ricerca che ha portato a questa rilevazione è stata condotta da Netdipendenza Onlus e prende il titolo "L'impatto del tecnostress nella Mobile Work-Life Management."
Lo tecnostress è un fenomeno tenuto sotto attenta osservazione tanto che lo stesso presidente di Netdipendenza, il giornalista Enzo di Frenna, ne ha redatto un libro intitolato "Tecnostress in azienda"; la community Always On ne ha disquisito in un incontro a Milano nel corso di MobileWorkLife 2007.
Praticamente il tecnostressato ha difficoltà di concentrazione, deficit di attenzione, attacchi di panico, incubi, crisi di rabbia e a volte si assenta dal posto di lavoro; lavora con il pc, e Internet, addirittura per 9-12 ore al giorno ed è totalmente incapace di gestire il flusso di modernità tecnologica imperante nella società odierna.
Enzo di Frenna consiglia una formazione mirata e innovativa per affrontare positivamente un simile disturbo. Bisogna capire meglio i meccanismi di funzionamento della mente umana e le rispondenze che il sovraccarico informativo può avere sulla salute. Suggerisce rimedi già utilizzati come la meditazione, l’attività sportiva, l’abitudine a pause rigeneranti e le tecniche solistiche.
Clemente Calabrese
tratto da:
http://www.barimia.info/modules/article ... e.php?1798
Un facile metodo che posso insegnare io a chi nel caso si fosse riconosciuto un "teconostressato" è questo:
Poichè è il nostro Io razionale che in questo caso deve avere il sopravvento sull'inconscio...
è necessario imporci delle regole.
Prendete foglio e penna e scandite il programma della giornata media.
Tra le tante cose che dovete e volete fare scrivete per quanto tempo vi pare razionale, giusto, utile (mettetela come volete) utilizzare il computer, decidete a che ora mettervi davanti al pc e a che ora smettere.
mettete il foglio bene in vista, magari proprio davanti al pc.
In questo modo ci saranno delle regole ben precise e stabilite da voi stessi, sarà difficile che la vostra parte inconscia riesca a farvi perdere questa battaglia con la razionalità.
