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Secondo una teoria interessante di Jung, il sogno può rappresentare oltre che contenuti dell'inconscio personale, anche temi propri dell' inconscio collettivo, intesi come parte della nostra psiche che conserva simboli universali detti archetipi che non provengono da acquisizioni personali, ma che sono ereditati dalla specie, come risultato della storia dell'umanità a partire dalle origini. Secondo la concezione junghiana all' inconscio collettivo vanno ascritte la produzione dei miti, delle idee religiose, delle visioni e dei sogni, poiché persone di culture differenti possono spontaneamente attingere da un comune immaginario simbolico. Jung scrive trattarsi di "grandi sogni”, ossia di sogni ricchi di significato che provengono da questo strato più profondo della psiche. Considerando che anche gli animali sognano, possiamo tranquillamente portarli ad esempio: esistono razze di pesci, piante e funghi che per difendersi sono velenosi e che pertanto uccidono l'animale che li mangia. Ma come potrebbe funzionare questo sistema se tra gli animali non esiste la comunicazione? Come potrebbero sapere gli animali che quello specifico organismo ha ucciso precedentemente un loro simile? L'esperienza di un individuo muore con esso e non certo può venire trasmessa, se non nel ricordo. E' quindi ovvio pensare che le esperienze vissute dai gruppi vengono immagazzinate nella memoria e quì tramandate insieme al patrimonio genetico alle nuove generazioni, che in questo modo, senza il bisogno di sperimentare, già sapranno della pericolosità di quell'organismo, ben guardandosi dal mangiarlo.
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