06.09.08. Alle ore 11 e 36 minuti mi sono sentito con l'osservatore (il figlio della signora). Ha riferito che ieri sera la mamma (paziente volontaria) non ha accusato alcun sintomo, il massimo del beneficio, tanto da cominciare a farsi delle illusioni. Ho risposto che il lavoro non era stato eseguito alla perfezione pertanto bisognava correggere altre esperienze che potevano essere collegate alla patologia, tuttavia dove chiamarmi nel caso la sofferente avesse accusato nuovamente il problema.
Alle ore 15 e 20 ho ricevuto la telefonata. Prontamente ho preteso dall’osservatore di far tenere alla mamma la cornetta del telefono con la mano sinistra proteso verso l’orecchio destro (tecnica della confusione) e di tenere i piedi sul pavimento in modo differente dal solito, ad esempio quello destro avanti e quello sinistro dietro. Eseguite le istruzioni ho parlato con la volontaria (l’ammalata) consigliandole di rimediare l’esperienza più traumatica che ricordasse, di allontanarla e rimpicciolirla il più possibile. Ad operazione eseguita, nuovamente dolore crollato. Non contento le ho fatto eseguire le solite metodiche di dissociazione visivo/cenestesica (immaginare se stessa mentre conversava con me a telefono). Il dolore immediatamente si è estinto. La signora mi ha chiesto come facevo a fare certe cose, le ho risposto che era lei che eseguiva il lavoro, io ero solo un consulente. Mi ha passato il figlio, un po’ incredulo, ha detto: “Ma fai miracoli!”. Ho replicato: ”E’ il suo cervello che funziona bene”.
Ore 17 e 24. Ricevo la notizia che i benefici circa il trattamento sono perdurati; non solo, ma l’anziana paziente si è addormentata serenamente ed insolitamente.
Le metodiche che utilizzo sono molto potenti, ma le utilizzo al 10%, massimo al 20 e, in caso di necessità, al 30%. Le tecniche, per giunta, sono anche ecologiche e non provocano effetti collaterali, tuttavia procedo con cautela. A volte mi chiedono se con la neuro-programmazione digitale si possono risolvere problemi di peso. Rispondo che le metodiche sono estremamente potenti, allora si potrebbe commettere qualche errore e trasformare l’obesità in anoressia. Cosa c’è di ecologico circa la trasformazione, poco, tuttavia l’anoressia è un programma comportamentale da correggere. Purtroppo, ho abbandonato gli studi, faccio del mio meglio per riprenderli, ma occorre “ricominciare da tre”, da dove avevo interrotto.
Per ritornare al caso clinico, parliamo di un tumore conclamato, di una neoplasia che da un momento all’altro potrebbe divenire terminale.
Stando così le cose, faccio il possibile per non commettere errori sia nella comunicazione sia nei calcoli.
Perché non utilizzare il 60% della metodica, cioè trasferire un quarto della “struttura di riferimento” (la somma di tutte le nostre esperienze) dall’emisfero destro a quello sinistro per farlo elaborare e correggere per poi rinviarlo nell’emisfero destro, cioè nuovamente in memoria? Una sola volta ho usato una simile metodica e in pubblico (dicembre 2001). Una mia allieva aveva problemi alla tiroide, gli esami clinici erano preoccupanti, allora intervenni mediante un trasferimento interemisferico. Il suo cervello doveva identificare la causa del problema, trasferirlo nell’emisfero sinistro per elaborarlo e correggere, poi superare un test, avviato dall’emisfero destro circa l’ecologica correzione, e inviare il tutto nuovamente nell’emisfero di partenza. L’allieva, spostava la testa da testa verso sinistra e ricominciava, dopo quindici minuti si destò e riferì di aver avuto la sensazione che una parte del cervello di destra si spostasse in quello sinistro, poi dal sinistro al destro, ma la cosa era stata piacevole, ma il pubblico impaurito.
Sono passati sette anni, ma di problemi di tiroide non si è fatto più accenno.
Elia Tropeano
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